
L'8 agosto del 1991 arrivava al porto di Bari con un enorme carico di umanità in fuga la "Vlora", partita da Durazzo, in Albania, con 15 mila persone a bordo. Uno sbarco che segnava un'epoca per il Paese delle Aquile.
La nave, partita il 6 agosto, arrivò con un carico sovrumano di persone, racchiuse in pochi metri quadrati, issate anche sui pennoni. Molti morirono durante il viaggio.
Tutti furono fatti sbarcare mentre all'arrivo della nave i primi profughi, fuggiti al regime comunista, si tuffavano in mare alla vista del porto per essere recuperati dalle forze dell'ordine. Poi le polemiche per il trasferimento allo stadio Della Vittoria. E via via la divisione dei gruppi in altri luoghi, anche campeggi cooptati per ragioni di ordine pubblico. Alcuni furono fatti rimpatriare. La gran parte è rimasta in Italia per poi ricongiungersi con le famiglie.
E' stato il momento culminante dell'esodo migratorio dall'Albania all'Italia, la loro America. Gli sbarchi sono poi proseguiti ma con il traghettamento dei crudeli e famigerati scafisti.
Gli "albanesi d'Italia" hanno lavorato e mandato soldi nel loro Paese. Come avveniva per gli emigrati italiani nel mondo. E guardacaso proprio oggi ricorre il 50.esimo anniversario della tragedia nelle miniere di Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 persone di cui 136 italiani. Fu l'episodio che segnò la fine del fenomeno migratorio italiano.
L'arrivo massiccio degli albanesi ha lasciato il segno. In Puglia ed in alcuni centri in particolare, tra cui Bari e Altamura, la comunità albanese è molto folta. C'erano già state le ondate migratorie dall'Africa ma in modo più continuo nel tempo e con proporzioni molto minori rispetto alla "Vlora". Un evento che segna una svolta culturale e sociale di grandi dimensioni perché fa conoscere all'Italia il fenomeno dell'immigrazione massiccia ed apre le porte all'integrazione, alla multirazzialità ed alla multiculturalità. L'integrazione vera è però ancora lontana visto che le città che ospitano e le varie comunità di popoli diversi restano ancora quasi del tutto "chiuse" in se stesse.
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