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Ciak, adesso si può girare (da "La Repubblica del 13-12-2008)
Cineporto, ieri il taglio del nastro in corso Verona
È la grande «casa» del cinema ma al momento è ancora disabitata, mancano gli inquilini e non si sente quel rumore di vita e di lavoro che dà un senso allo spazio e al tempo che scorre. È stata una sorta di falsa partenza, l´inaugurazione di ieri pomeriggio del nuovissimo e avveniristico Cineporto sul fiume Dora, alla presenza delle autorità e del bel mondo del cinema italiano, da Michele Placido a Davide Ferrario fino all´»uomo» di Cinecittà e gran cerimoniere della Mostra del Cinema di Venezia, Franco Mariotti, ai quali è stato chiesto un discreto sforzo di fantasia per immaginare come si muoverà e come funzionerà questa nave di cristallo e di cemento armato sulla quale dovrebbero imbarcarsi, già nelle prossime settimane, produttori, tecnici, montatori, scenografi, truccatori e in generale gli addetti ai servizi della macchinosa industria cinematografica. In mezzo alla ressa da grande evento, i passi di chi ieri ha calpestato per la prima volta i novemila metri quadrati del Cineporto - dove un tempo si lavorava il cotone nello stabilimento Colongo - spostavano l´aria e quasi rimbombavano nella quiete che, secondo il presidente di Film Commnission e anima di questa nuova impresa, Steve Della Casa, sarebbe lì ad annunciare una tempesta in senso buono.
Tante sono infatti le attese su quest´area che si compone di diciotto blocchi modulari, dalla sartoria agli uffici alla sala cinematografica da duecento posti ribattezzata «Il Movie» (dove convergeranno i corti e i documentari fuori mercato), e che daranno alla Film Commission la possibilità di ospitare fino a cinque grandi produzioni cinematografiche contemporaneamente. Un traguardo che in realtà non appare così lontano, visto che già sono in registro alcune significative prenotazioni della struttura di corso Verona, a cominciare dal serial televisivo di Raidue Nebbie e delitti di cui è protagonista Luca Barbarechi nel ruolo di commissario di polizia, e che sarà la prima produzione - dal 28 dicembre - a testare materialmente la funzionalità e l´efficienza del Cineporto. E non manca all´appello naturalmente il grande cinema italiano: il regista Mario Martone nei prossimi mesi entrerà con tutta la sua troupe nei padiglioni appena inaugurati per lavorare al suo nuovo film Noi credevamo dedicato al Risorgimento, che avrà fra i protagonisti Luigi Lo Cascio e che già si annuncia come un lavoro complesso soprattutto per la ricerca dei materiali di scena e dei costumi.
Tante sono infatti le attese su quest´area che si compone di diciotto blocchi modulari, dalla sartoria agli uffici alla sala cinematografica da duecento posti ribattezzata «Il Movie» (dove convergeranno i corti e i documentari fuori mercato), e che daranno alla Film Commission la possibilità di ospitare fino a cinque grandi produzioni cinematografiche contemporaneamente. Un traguardo che in realtà non appare così lontano, visto che già sono in registro alcune significative prenotazioni della struttura di corso Verona, a cominciare dal serial televisivo di Raidue Nebbie e delitti di cui è protagonista Luca Barbarechi nel ruolo di commissario di polizia, e che sarà la prima produzione - dal 28 dicembre - a testare materialmente la funzionalità e l´efficienza del Cineporto. E non manca all´appello naturalmente il grande cinema italiano: il regista Mario Martone nei prossimi mesi entrerà con tutta la sua troupe nei padiglioni appena inaugurati per lavorare al suo nuovo film Noi credevamo dedicato al Risorgimento, che avrà fra i protagonisti Luigi Lo Cascio e che già si annuncia come un lavoro complesso soprattutto per la ricerca dei materiali di scena e dei costumi.

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